Lavori in appalto e gestione del rischio elettrico: prevenire l’incidente significa governare procedure e responsabilità

Quando si parla di sicurezza elettrica, la conformità tecnica dell’impianto rappresenta solo una parte del sistema di prevenzione. Organizzazione dei lavori, attribuzione delle responsabilità, qualificazione delle imprese, procedure operative e coordinamento assumono un ruolo determinante, soprattutto quando le attività vengono affidate a soggetti terzi.

Un infortunio elettrico può infatti trasformarsi rapidamente in un evento dalle conseguenze gravissime per le persone e, parallelamente, in una verifica dell’intero sistema organizzativo adottato dall’azienda.

Il tema emerge con particolare evidenza dalla Sentenza della Corte di Cassazione Penale n. 13524 dell’8 aprile 2025. Il caso riguarda un infortunio mortale avvenuto durante un intervento in una cabina elettrica MT: il lavoratore stava operando su un impianto che non era stato preventivamente disattivato e venne colpito da una scarica elettrica durante una manovra.

Affidamento dell’attività a impresa esterna e rischio elettrico: cosa insegna la sentenza al committente

La pronuncia della Cassazione pone l’attenzione sul ruolo del committente.

L’affidamento dell’attività a un’impresa esterna non determina automaticamente il venir meno delle responsabilità connesse alla sicurezza. Nel caso analizzato, la Corte ha confermato la responsabilità del committente, richiamandone gli obblighi in relazione alla verifica dell’idoneità tecnico-professionale dell’impresa e alla sicurezza del luogo di lavoro.

Per le aziende questo significa interrogarsi non soltanto su chi esegue materialmente il lavoro elettrico, ma sull’intero processo attraverso il quale quel lavoro viene affidato, pianificato, autorizzato, eseguito e concluso.

Arc Flash: il rischio deve essere valutato prima dell’intervento

Tra gli scenari più critici associati alle attività elettriche rientra l’Arc Flash, fenomeno che può determinare conseguenze estremamente severe per gli operatori.

La prevenzione non può quindi essere ricondotta esclusivamente all’utilizzo dei DPI o all’esperienza del manutentore. È necessario adottare un approccio strutturato che consideri l’impianto, le condizioni operative, le modalità di intervento e l’organizzazione complessiva della sicurezza elettrica.

Per questo motivo, la gestione del rischio deve partire prima dell’esecuzione del lavoro.

Il punto centrale diventa la capacità dell’organizzazione di trasformare gli obblighi normativi e tecnici in un sistema concretamente applicabile sul campo.

CEI 11-27 e gestione dei lavori elettrici affidati a terzi

Nel documento tecnico di 3i group viene evidenziato come, nell’affidamento di lavori elettrici in appalto, il committente debba verificare i requisiti necessari all’esecuzione delle attività secondo la CEI 11-27 e le ulteriori indicazioni applicabili, tra cui quelle richiamate dalla CEI 78-17 per la manutenzione delle cabine elettriche.

L’art. 26 del D.Lgs. 81/2008 assume inoltre particolare rilevanza nella verifica dell’idoneità tecnico-professionale dell’impresa affidataria.

Un sistema strutturato di gestione dei lavori elettrici consente quindi di presidiare diversi punti critici:

  • – qualificazione dell’impresa incaricata;
  • – definizione delle responsabilità;
  • – coordinamento tra committente e appaltatore;
  • – messa in sicurezza e consegna dell’impianto;
  • – delimitazione del perimetro dell’intervento;
  • – gestione delle interferenze;
  • – procedure di Lockout/Tagout;
  • – verifica della conclusione delle attività prima della rimessa in tensione.

Il documento evidenzia in particolare l’importanza della formalizzazione del Piano/Permesso di Lavoro, del passaggio di consegne, della procedura LOTO e della verifica finale prima del ripristino dell’impianto.

 

Il problema non è avere una procedura. È sapere se funzionerà quando servirà.

DVR, procedure, nomine, qualifiche e documenti costituiscono elementi essenziali del sistema di prevenzione.

Ma la domanda che un’organizzazione dovrebbe porsi è più concreta:

“Se domani si verificasse un grave infortunio elettrico, il nostro sistema documentale, tecnico e organizzativo sarebbe realmente in grado di dimostrare che il rischio è stato correttamente governato?”

È su questo livello che la prevenzione diventa anche capacità di verificare preventivamente la robustezza del proprio modello organizzativo.

 

Il Sistema di prevenzione 3i group

3i group affianca aziende, datori di lavoro, RSPP e responsabili tecnici nella valutazione e gestione del rischio Arc Flash e del rischio elettrico, con un approccio che integra analisi tecnica, procedure operative e organizzazione della sicurezza. In particolar modo, 3i group ha sviluppato un metodo innovativo e veloce: lo Stress Test, che simula un infortunio aziendale per verificare che il Sistema di sicurezza adottato sia affidabile e completo.  

L’obiettivo non è limitarsi alla produzione di documentazione, ma individuare le condizioni che possono generare esposizioni critiche e definire le misure necessarie per ridurre il rischio.

L’analisi può diventare inoltre il punto di partenza per verificare la solidità dell’intero sistema di gestione dei lavori elettrici: ruoli, responsabilità, procedure, appalti, consegna degli impianti, LOTO e modalità di rimessa in servizio.

Dalla valutazione alla gestione del rischio

Un’efficace strategia di prevenzione deve consentire all’impresa di comprendere dove si trova il rischio, chi ne è esposto, quali condizioni possono determinarlo e quali misure tecniche, organizzative e procedurali devono essere implementate.

Questo significa passare da una gestione prevalentemente documentale della sicurezza a un sistema verificabile e coerente con le reali modalità operative dell’organizzazione.

 

Quanto è realmente protetta oggi la tua azienda?

La consapevolezza è il primo passaggio della prevenzione.

Per questo 3i group mette a disposizione una Checklist di autovalutazione sulla gestione della sicurezza elettrica negli appalti, costruita sui principali elementi organizzativi e procedurali richiamati nell’analisi tecnica: organigramma CEI 11-27, idoneità tecnico-professionale, DUVRI, sopralluogo congiunto, nomine RI e RLE, Permesso di Lavoro, consegna dell’impianto, LOTO, vigilanza del committente e chiusura del Permesso di Lavoro.

Compilare la checklist significa effettuare un primo screening del proprio sistema e individuare gli aspetti che richiedono un approfondimento tecnico.

 

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