Il crollo non si progetta: si evita

Incendio nei magazzini automatici: proteggere la struttura significa proteggere il business

Un magazzino automatico è molto più di uno spazio di stoccaggio. Concentra merci, impianti, automazione e una parte essenziale della capacità di consegna dell’azienda. Nei magazzini autoportanti, inoltre, la scaffalatura sostiene anche l’involucro edilizio: un incendio può quindi coinvolgere insieme le scorte e la struttura che le contiene.

Quando si progetta o si modifica un sito logistico, la domanda non è soltanto se le persone possano evacuare in
sicurezza. Occorre capire come l’incendio potrebbe svilupparsi, quali elementi potrebbe compromettere e per quanto tempo l’attività resterebbe interrotta. È qui che la Fire Safety Engineering, o ingegneria della sicurezza antincendio, aiuta a prendere decisioni fondate su scenari, dati e obiettivi di protezione.

Il rischio cambia con la merce e con il modo in cui viene stoccata

Altezza, densità di stoccaggio, imballaggi, materiali plastici, disposizione delle unità di carico e ventilazione influiscono sull’evoluzione di un incendio. Anche le condizioni operative cambiano: nuove merceologie, scaffalature riconfigurate o un ampliamento possono rendere necessario riesaminare ipotesi formulate anni prima. Una soluzione definita solo in base alla superficie del deposito rischia di non rappresentare il pericolo reale.

Nei sistemi autoportanti la vulnerabilità merita un’attenzione particolare. Se un incendio cresce senza controllo, il calore può ridurre la capacità portante degli elementi metallici e coinvolgere altri settori del magazzino. Affidarsi alla sola previsione della direzione di un eventuale crollo lascia aperte molte variabili: posizione dell’innesco, quantità di merce presente, comportamento dei collegamenti e caduta delle unità di carico.

Che cosa può fare la Fire Safety Engineering

Un percorso di FSE parte dagli obiettivi del committente e dalle caratteristiche del sito. Il team tecnico identifica gli scenari d’incendio pertinenti, valuta le misure di prevenzione e protezione e, dove appropriato, usa modelli quantitativi per studiare l’evoluzione dell’incendio e la risposta della struttura. Le ipotesi, i limiti dei modelli e i margini di sicurezza devono essere documentati e verificabili.

Il progetto può quindi coordinare rivelazione precoce, gestione dell’emergenza, controllo o soppressione dell’incendio e valutazione strutturale. Per esempio, nei casi in cui siano idonei, sistemi sprinkler progettati in relazione alla merce e alla configurazione dello stoccaggio possono limitare lo sviluppo dell’incendio. In altri contesti possono essere esaminate tecnologie differenti. La scelta dipende dallo scenario e richiede una valutazione tecnica specifica.

Per l’azienda, il valore di questa analisi sta nelle decisioni che rende possibili: individuare le criticità prima di un investimento, confrontare alternative progettuali, definire priorità di intervento e allineare sicurezza, continuità operativa e protezione del patrimonio. La FSE non elimina ogni rischio, ma aiuta a rendere esplicito quello residuo.

Tre momenti in cui chiedere una valutazione

·        Prima di realizzare un nuovo magazzino automatico o ampliare quello esistente, per integrare le misure antincendio nelle scelte progettuali.

·        Quando cambiano merce, imballaggi, altezza o densità di stoccaggio, per verificare che le ipotesi di progetto siano ancora rappresentative.

·        Quando emergono dubbi sulla tenuta della struttura, sull’adeguatezza degli impianti o sui possibili tempi di fermo dopo un incendio.

3i engineering può affiancare l’azienda nell’analisi del rischio e nella definizione di un percorso di Fire Safety Engineering proporzionato al sito. Il primo passo è raccogliere le informazioni essenziali: caratteristiche del magazzino, merceologie, configurazione dello stoccaggio e sistemi di protezione presenti. Compila la checklist qui sotto e contatta il team 3i per un confronto sui risultati.

Fonti e note editoriali

Base tecnica: «Il crollo non si progetta: si evita», Ing. Fausto Daquarti, 3i engineering s.r.l.

Riferimento normativo generale: D.M. 3 agosto 2015, Codice di prevenzione incendi, capitoli S.2, S.6 e sezione M. Verificare la versione applicabile al caso concreto. I casi e le immagini del testo originale non sono qui riprodotti.

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